Bonus Sicurezza 2023: Cosa Comprende

Bonus Sicurezza 2023: cosa comprende

Ultimamente si sente spesso parlare di bonus videosorveglianza, bonus antifurto o bonus allarmi, ma a cosa ci si riferisce esattamente con queste diciture e dove si possono trovare i documenti ufficiali con i requisiti per accedervi?

Intanto è bene chiarire che quando si parla dei bonus sopracitati si fa riferimento al Bonus Sicurezza 2023, che rientra tra i Bonus Ristrutturazioni prorogati fino al 2024 dalla Legge di Bilancio. Qui potrai leggere il testo completo con le linee guida pubblicate ad ottobre 2022 dall’Agenzia delle Entrate. 

Il bonus sicurezza 2023 permette a coloro che decidono di investire nell’adozione di misure finalizzate a ridurre il rischio di furto e di atti illeciti, ad esempio, installando una cassaforte a muro o una saracinesca, di detrarsi il 50% (in 10 quote annuali) su una spesa massima di 96 mila euro, con bonifici effettuati entro il 31 dicembre 2024, o il 36% su una spesa massima di 48 mila euro, per somme pagate dal 1 gennaio 2025. 

Quali sono gli interventi compresi nel Bonus Sicurezza 2023?

Citiamo direttamente dalla fonte ufficiale:

Per atti illeciti si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). 

A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure: 

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici 
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione 
  • installazione di porte blindate o rinforzate 
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini 
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti 
  • apposizione di saracinesche 
  • apposizione di tapparelle metalliche con bloccaggi 
  • installazione di vetri antisfondamento 
  • installazione di casseforti a muro 
  • installazione di fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  • installazione di apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline
  • Installazione di impianti di rilevazione incendi, evacuazioni e controllo fumi

La lista delle opere da portare in detrazione, dunque, non ha subito variazioni anche se, come per gli anni precedenti, la detrazione sarà possibile solo sulle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili e saranno dunque esclusi i contratti stipulati con gli istituti di vigilanza.

Chi ha diritto alla detrazione?

Possono beneficiare del bonus sicurezza 2023, tutti i contribuenti Irpef, residenti o meno nel territorio italiano. Ed in particolare, come riportato dalle fonti ufficiali:

  • Proprietari o nudi proprietari
  • Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • Locatari o comodati dell’immobile
  • Soci di cooperative a proprietà divisa, assegnatari di alloggi e, previo consenso scritto della cooperativa che possiede l’immobile, soci di cooperative a proprietà indivisa.
  • Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti tra i beni strumentali o merce
  • Soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Anche il familiare convivente di chi possiede o detiene l’immobile, il coniuge separato assegnatario dell’immobile ed il convivente o parte dell’unione civile possono beneficiare della detrazione se sostengono la spesa e se i bonifici e le fatture sono ad essi intestati. 

Per maggiori informazioni, leggi il documento completo
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