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I media parlano di “chiavi magiche” in grado di aprire “tutte le porte”, vero o falso?

Capita sempre più spesso di leggere sul giornale o di sentire in televisione di bande di ladri che grazie ad una speciale “chiave magica” o “chiave passepartout”, riescono ad aprire “qualsiasi porta” in pochi secondi e senza rompere nulla. In realtà le cose non sono esattamente così.

Cominciamo col dire che i furti che avvengono aprendo la porta con destrezza, senza cioè romperla o forzarla, sono una minoranza, solo circa il 5% del totale (dati Forze dell’Ordine 2011 sulla base delle verifiche effettuate in seguito alle denunce di furto). Nella maggioranza dei casi i ladri entrano da un accesso lasciato aperto, oppure forzano una porta o una finestra, o utilizzano altre modalità.

In secondo luogo non esiste nessuna chiave in grado di aprire “tutte le porte”, perché serrature diverse richiedono strumenti diversi. In particolare le serrature a doppia mappa sono diverse da quelle a cilindro europeo.

Come abbiamo visto in un post dedicato le serrature a doppia mappa di vecchio tipo si possono effettivamente aprire velocemente con il cosiddetto “grimaldello bulgaro, uno strumento che permette di ricostruire in pochi secondi la forma della chiave originale e quindi aprire la serratura proprio come se si possedesse la vera chiave. Il procedimento è spiegato bene in questo video:

Le serrature con cilindro a profilo europeo possono invece essere aperte con destrezza utilizzando 2 tecniche diverse. La più classica è quella del lockpicking, di cui ci siamo occupati in precedente post. Si tratta sostanzialmente di quello che si vede di solito fare nei film quando si usano gli strumenti più svariati (ad esempio forcine per capelli) come grimaldelli per allineare i pistoncini. Con la differenza che, come avviene per tante altre cose, la realtà è ben diversa dai film, in cui basta una graffetta per aprire una serratura in men che non si dica.

Il lockpicking consiste nell'allineare i pistoncini tramite un grimaldello

Il lockpicking consiste nell’allineare i pistoncini tramite un grimaldello

La seconda tecnica, più recente, è quella del key bumping che prevede proprio l’utilizzo di una chiave speciale, la “bump key”. Anche in questo caso, però, non esiste alcuna chiave in grado di aprire “tutte le serrature”. Al contrario, ogni marca e modello ha bisogno di una propria chiave appositamente preparata.

Rispetto al lockpicking l'apertura con key bumping è più semplice, una volta in possesso della bump key adatta alla specifica serratura.

Rispetto al lockpicking l’apertura con key bumping è più semplice, una volta in possesso della bump key adatta alla specifica serratura

La “bump key” viene inserita nel cilindro, ruotata in tensione, e quindi colpita con un leggero martelletto, in questo modo i denti (o gli incavi) della chiave trasferiscono la forza d’urto ai pistoncini, che per reazione saltano all’indietro. Con una certa pratica si riesce a fare in modo che, arretrando, i pistoncini si trovino ad un certo punto oltre la linea di apertura, in quel momento è possibile girare la chiave e aprire la serratura per una mandata. Il procedimento viene eventualmente ripetuto per le altre mandate.

La bump key fa saltare in alto i pistoncini e i contropistoncini, allineandoli per una frazione di secondo

La bump key fa saltare in alto i pistoncini e i contropistoncini, allineandoli per una frazione di secondo

Proprio per il principio su cui si basa il bumping, non funziona sulle serrature a gorges, come le doppie mappe, ma funziona invece con tutti i tipi di cilindri a pistoncini, siano essi a profilo europeo o meno, su una porta blindata o meno, con chiavi tradizionali o piatte punzonate, con rosetta di sicurezza (comunemente detta “Defender”) o senza. A meno che i cilindri non siano stati espressamente progettati e realizzati per prevenire questo fenomeno. Esistono infatti cilindri anti bumping nei quali, cioè, sotto l’azione del colpo della “bump key”, i pistoncini non arretrano tutti contemporaneamente, ad esempio perché sono disposti su assi diversi.

I punti di forza del bumping sono la semplicità e la velocità di esecuzione e il fatto che non lascia tracce di scasso. Il suo punto critico è che, per riuscire, serve una chiave espressamente realizzata per il modello specifico di cilindro che si vuole aprire. Codificare una chiave di questo tipo non è alla portata di ogni ladro. Bisogna partire da una chiave grezza e realizzare una particolare cifratura (combinazione delle altezze dei denti o delle profondità degli incavi sulla chiave). Questo richiede:

  • macchine cifratrici professionali
  • una chiave grezza dedicata al modello di cilindro in questione (con le chiavi a duplicabilità controllata, non è così semplice procurarsela)
  • la preventiva conoscenza delle specifiche del modello di cilindro che si vuole attaccare in questo modo.

I ladri meno preparati hanno purtroppo la possibilità di comprare on-line chiavi già pronte. Anche in questo caso devono però conoscere marca e modello del cilindro che vogliono aprire, per acquistare la chiave giusta. Una contromisura semplice ed economica per prevenire il bumping è quindi semplicemente nascondere, sul lato esterno della serratura, la marca del cilindro.

Anche per questo può essere utile proteggere il lato esterno del cilindro con una rosetta di sicurezza, che serve principalmente a proteggere dai tentativi di scasso. Dato che nasconde il cilindro basta installarla di una marca diversa per rendere molto più difficile identificare il vero modello del cilindro.

Già soltanto con questo semplice accorgimento si restringe di molto il numero dei potenziali ladri che sarà in grado di identificare la serratura solamente guardando il profilo che si intravede dietro la mostrina antitrapano della rosetta di sicurezza. Se non si conosce esattamente il modello di serratura occorre andare per tentativi, provando diverse bump key e perdendo così il principale vantaggio del bumping che è la rapidità, dato il grande numero di marche e modelli di cilindri in commercio e quindi il grande numero di bump key da provare.

In definitiva quindi, almeno da questo punto di vista, possiamo stare tranquilli: non ci sono “chiavi magiche” e non serve essere stregoni per essere sicuri. Con una corretta informazione e una buona prevenzione possiamo ridurre di molto i rischi di subire visite indesiderate.

10 pensieri su “I media parlano di “chiavi magiche” in grado di aprire “tutte le porte”, vero o falso?

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    1. Francesco Bedussi Autore articolo

      Gentile Franco,
      in vari post abbiamo più volte indicato che non esiste la sicurezza assoluta, ma piuttosto la ragionevole ricerca del miglior compromesso possibile fra il tipo e il valore dei beni da proteggere, contestualizzati nelle condizioni di rischiosità dell’ambiente in cui si trovano, rapportati ai pro ed ai contro di ciascun possibile sistema di protezione acquistabile. Lo stesso prodotto infatti potrebbe essere idoneo ad un tipo di difesa ed assolutamente inadatto ad un altro. In ogni caso, la combinazione di prodotti di sicurezza diversi e qualitativamente validi, riduce in maniera assai consistente il numero di potenziali malintenzionati che abbiano simultaneamente tutte le capacità, le attrezzature e il tempo necessari a vincere la resistenza dei sistemi stessi.
      Ad esempio, scegliere una porta blindata certificata, a cui abbinare una duplice serratura (come una doppia mappa di nuova concezione e una a cilindro europeo) più un cilindro di alta sicurezza, ulteriormente difeso da uno scudo di protezione antitrapano e antistrappo ed installare anche un allarme con sensori anti-intrusione, rende la propria situazione molto meglio protetta di una normale porta in legno con una serratura installata 20 anni fa ed un cilindro o una doppia mappa qualsiasi, situazione ancora purtroppo molto frequentemente riscontrata dalla forze dell’ordine quando vengono chiamate in seguito ad un furto. La ringraziamo della sua partecipazione al blog.

      Cordiali saluti

      Staff Club Sicurezza Viro

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