chiave-intro

Il mito della sicurezza della “chiave europea”

Nel linguaggio comune spesso si parla chi “chiave europea” per riferirsi alla chiave punzonata in uso su molte serrature di sicurezza. In realtà, non solo il nome “chiave europea” è tecnicamente impreciso, ma – soprattutto – questo tipo di chiavi non indica necessariamente una serratura di alta sicurezza.

Andiamo con ordine. Prima di tutto, parlando di chiavi per cilindri da infilare, non esiste una “chiave europea”. Ad essere “europea”, semmai, è la forma del cilindro stesso, ovvero il suo profilo.

Un cilindro a profilo europeo.

Un cilindro a profilo europeo.

Con il termine “chiave europea” si indica però un tipo di chiave che ha effettivamente delle peculiarità. Vediamole, cominciando a capire prima di tutto come è fatta una chiave generica:

Nomenclatura della chiave

Nomenclatura della chiave

Già a partire da diverse decine di anni fa molti cilindri a profilo europeo di alta sicurezza hanno adottato una chiave codificata in modo diverso. Non ricavando dei denti verticalmente sulla penna della chiave, ma realizzando delle punzonature (o calotte) sullo spessore di una o più superfici laterali della penna della chiave.

Una chiave punzonata Viro con le caratteristiche calotte o punzonature.

Una chiave punzonata con le caratteristiche calotte o punzonature.

Il linguaggio comune ha quindi semplificato chiamando questa chiave “piatta” (perché si impugna con la medaglia tenuta in orizzontale) o “europea”, come il profilo del cilindro su cui veniva utilizzata. Il nome corretto è invece “chiave punzonata”.

Nei cilindri di alta sicurezza la chiave punzonata viene utilizzata perché può consentire di utilizzare un maggior numero di pistoncini, rispetto ad una chiave tradizionale. Ad esempio si possono inserire due file di pistoncini sullo stesso lato chiave e/o altre su altri lati. Questo aumenta il numero di cifrature possibili. Aumenta così il numero di chiavi diverse esistenti per quel modello di cilindro e diventa più difficile aprirlo manipolandolo con destrezza tramite il lockpicking o il key bumping.

Ma il fatto che un cilindro utilizzi una chiave punzonata non è di per sé indice che si tratti di un cilindro di alta sicurezza. Anzi, da questo punto di vista, una chiave punzonata può anche essere controproducente ed avere un numero di cifrature inferiore rispetto ad una chiave tradizionale.

Il numero di cifrature teoricamente disponibili è dato dal numero di possibili altezze di ogni pistoncino (che corrisponde al numero di possibili altezze dei denti o di possibili profondità delle punzonature sulla chiave) elevato al numero dei pistoncini presenti nel cilindro.

cifrature teoriche = possibili altezze di un pistoncinonumero di pistoncini

È vero che usando una chiave punzonata si può inserire nel cilindro un maggior numero di pistoncini, aumentando così l’esponente della potenza, ma generalmente avremo a disposizione un numero inferiore di possibili altezze dei pistoncini e quindi avremo una base più piccola nella potenza, vanificando, almeno in parte, la crescita dell’esponente.

Questo perché le punzonature vengono realizzate solitamente sfruttando una o più superfici laterali della penna. In questo caso lo spazio sfruttabile è soltanto una parte dello spessore della penna stessa. In una chiave tradizionale invece, lo spazio disponibile per intagliare i denti è molto maggiore, perché corrisponde a gran parte dell’altezza verticale della penna.

La profondità massima delle calotte di una chiave punzonata è in genere inferiore all'altezza massima dei denti di una chiave tradizionale - Club Viro

La profondità massima delle calotte di una chiave punzonata è in genere inferiore all’altezza massima dei denti di una chiave tradizionale.

Le calotte di una chiave punzonata, per questioni fisiche, possono quindi sviluppare necessariamente una profondità minore rispetto ai denti di una chiave tradizionale. Ad esempio si consideri che normalmente l’altezza della penna di una chiave tradizionale è di almeno 8,5 mm e più di 3 mm possono venire scavati per realizzare i denti. Generalmente lo spessore della penna di una chiave punzonata non supera invece i 3 mm totali. Per non perforare la chiave da parte a parte, la profondità delle calotte non potrà superare i 2,7 mm circa, se si effettua la cifratura della chiave solo da un lato, e i 2,25 mm circa, se si effettua su entrambi i lati.

Tendenzialmente quindi i pistoncini dovranno utilizzare un numero minore di altezze, soprattutto se la precisione delle lavorazioni non è eccellente.

Questo problema affligge in misura maggiore le chiavi punzonate reversibili, ovvero quelle che possono essere inserite indifferentemente in entrambi i versi. Infatti, pur considerando che la cifratura sarà speculare (per cui guardando ad esempio da sopra la chiave, sul lato superiore le punzonature saranno decentrate verso sinistra e sul lato inferiore verso destra) si dovranno scartare alcune combinazioni in cui l’ordine di successione delle profondità delle calotte potrebbe creare interferenze.

I comuni cilindri per porte interne hanno generalmente 4 o 5 pistoncini. Visto che può contare su un numero minore di altezze di pistoncini utilizzabili, un cilindro con chiave punzonata reversibile può essere in linea di massima considerato di accettabile sicurezza solo se adotta un numero maggiore di pistoncini, da 6 in su.

Viceversa chiavi punzonate, specialmente se reversibili, che hanno solo 5 pistoncini (e quindi 5 punzonature per lato) possono far sorgere qualche legittimo dubbio sul livello di sicurezza del cilindro che le impiega.

Inoltre cifrare le chiavi in modo reversibile, costringe a realizzare profili con entrambi i lati speculari l’uno all’altro, condizionando le possibili forme ottenibili sul profilo stesso. Al contrario, in una chiave non reversibile, non esiste praticamente alcun limite alla complessità della forma del profilo realizzabile. Questo è importante perché, più complesso è il profilo, maggiore è la difficoltà di apertura con la tecnica di manipolazione del lockpicking.

Come sempre quindi, quando c’è di mezzo la sicurezza, non bisogna fidarsi solo delle apparenze, ma è necessario informarsi bene ed affidarsi ad aziende e professionisti seri e competenti.

Un pensiero su “Il mito della sicurezza della “chiave europea”

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


− due = cinque

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>